Aliquota IVA Applicabile ai Cibi da Asporto

Aliquota IVA Applicabile ai Cibi da Asporto

L’art. 1, comma 40, Legge di Bilancio 2021 prevede l’aliquota IVA al 10% per le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto.

La qualificazione ai fini IVA dell’attività preparazione di cibi o bevande da asporto da parte degli operatori della ristorazione è un aspetto irrisolto da tempo: prima dell’intervento apportato dalla Legge di Bilancio 2021, non era chiaro se dovesse essere considerata cessione di beni o prestazione di servizi, e di conseguenza quale aliquota IVA andasse applicata.

Con Risposta ad Interpello 14 dicembre 2020, n. 581, l’Agenzia delle Entrate si era espressa in materia, sostenendo che la sola fornitura di cibi/bevande effettuata nell’ambito delle attività dei servizi di ristorazione dovesse essere considerata una cessione di beni, dato che per conferire il carattere di prestazione di servizi all’operazione, infatti, non conta l’attività del lavoro umano per la preparazione del cibo, ma risulta determinante il “consumo” presso il ristorante.

Di conseguenza:

  • non era applicabile l’aliquota IVA ridotta del 10% prevista dalle tabelle IVA; 
  • ma andava applicata l’aliquota IVA propria del singolo prodotto ceduto.

Le cessioni degli alimenti e delle bevande oggetti dell’asporto avrebbero dovuto essere valutate separatamente e assoggettate ciascuna all’aliquota propria, e non era nemmeno possibile che una delle cessioni di beni inserite nella confezione configurasse un’operazione principale, agli effetti dell’IVA, rispetto alle altre cessioni. 

Ad esempio, la pietanza preparata avrebbe avuto l’aliquota del 10%, il pane il 4%, il vino il 22%. 

Tale posizione deve considerarsi non più valida alla luce della disposizione di interpretazione autentica introdotta dal comma 40, Legge di Bilancio 2021.

Infatti, il nuovo comma 40, art. 1, Legge di Bilancio 2021 chiarisce che la nozione di “preparazioni alimentari” di cui al n. 80 della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. IVA, deve essere interpretata nel senso che in essa rientrano anche le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto.

Viene così superato il problema interpretativo sollevato dall’Agenzia delle entrate nella Risposta ad Interpello n. 581/2020: benché le operazioni siano considerate cessioni e non prestazioni di servizi, sono assoggettate ad IVA ridotta (10%) le cessioni di piatti pronti e di pasti che siano stati cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati in vista del loro:

  • consumo immediato, ossia cessioni di piatti pronti per il consumo immediato in cui non vi è servizio, come nei casi di consumo al tavolo in posti quali presso pizzerie al taglio o da asporto;
  • consegna a domicilio;
  • asporto.

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