Il Cammino Verso La Trasparenza Retributiva E La ParitÀ Di Genere
Prezzo scontato Nuovo - 5%
Scheda tecnica
Formato:
E-book DRM Adobe - Multiplo Dispositivo
Autore:
Rinaldo Pietro Platti
Anno:
2026
ISBN:
9791254655849
Modello:
06LD314
Numero Pagine:
385

IL CAMMINO VERSO LA TRASPARENZA RETRIBUTIVA E LA PARITÀ DI GENERE

devicesE-book

description Cartaceo
  • Aggiornato al Decreto Legislativo 7 maggio 2026, n. 96

  • Guida all'applicazione delle linee guida UNI/PdR 125:2022

  • Soluzioni pratiche per l'introduzione del modello di Pay Transparency

  • Mappatura del Gender Pay Gap e criteri di valutazione neutrali

  • Agevolazioni contributive, incentivi regionali e istruzioni operative INPS

  • Premialità negli appalti pubblici per le aziende certificate

Analisi comparata della Direttiva UE 2023/970 e del D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, in materia di trasparenza retributiva e linee guida per il raggiungimento della certificazione di parità di genere UNI PdR 125:2022

Il volume Il Cammino verso la Trasparenza Retributiva e la Parità di Genere è il manuale specialistico indispensabile per HR Manager, Consulenti del Lavoro, Avvocati e membri dei comitati di parità. Il testo offre un percorso chiaro, rigoroso e strutturato per allineare l'organizzazione aziendale ai nuovi e stringenti obblighi di legge, guidando l'impresa passo dopo passo fino all'ottenimento della Certificazione della Parità di Genere.

Il Quadro Normativo: Dal D.Lgs. 96/2026 alla UNI/PdR 125:2022

Il testo traccia la cornice giuridica e tecnica essenziale per comprendere la ratio dei nuovi adempimenti:

  • D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96: Analisi approfondita del recentissimo decreto legislativo in materia di trasparenza retributiva, che impone alle imprese criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere nella definizione dei livelli salariali.

  • Prassi di Riferimento UNI/PdR 125:2022: Esame dettagliato delle linee guida nazionali che stabiliscono i KPI (Key Performance Indicators) per misurare lo stato di maturità delle aziende sui temi della gender equality.

  • Evoluzione Storica: Una ricostruzione dei passaggi normativi che ha portato all'attuale impianto sanzionatorio e premiale.

Il Modello Organizzativo: Gender Equality e Pay Transparency

La vera forza del manuale risiede nella sua vocazione applicativa, proponendo soluzioni concrete per ridisegnare i processi HR:

  • Analisi e Mappatura delle Retribuzioni: Metodologie per misurare l'eventuale divario retributivo di genere (gender pay gap) all'interno della stessa qualifica o mansione di pari valore.

  • Modelli di Governance: Come istituire un comitato interno per la parità di genere e definire politiche di selezione, formazione e crescita professionale totalmente inclusive.

  • Trasparenza nei Bandi e nei Colloqui: Regole operative per garantire la neutralità di genere fin dalla fase di recruiting e nei sistemi di valutazione delle performance.

Agevolazioni Fiscali, Contributive e Premialità nei Bandi

Ottenere la certificazione non è solo un dovere etico e normativo, ma un vantaggio competitivo ed economico misurabile. Il volume approfondisce:

  • Sgravi Contributivi Nazionali: Guida all'esonero dal versamento di una quota dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende certificate.

  • Incentivi Regionali: Mappa dei finanziamenti e dei contributi a fondo perduto messi a disposizione dai bandi territoriali per coprire i costi di consulenza e certificazione.

  • Appalti Pubblici e Codice dei Contratti: Come sfruttare il punteggio premiale e la riduzione delle garanzie fideiussorie nelle gare d'appalto grazie al bollino della parità di genere.

STRUTTURA DEL LIBRO:

  • Prefazione
  • SEZIONE I - TRASPARENZA RETRIBUTIVA
  • Il divario retributivo di GENERE: un fenomeno persistente
  • 1. Il tasso di occupazione femminile
  • La genesi della Direttiva (UE) 2023/970 e il suo recepimento in Italia
  • 1. Le radici nel diritto europeo: dal Trattato di Roma alla Direttiva 2006/54/CE
  • 2. La Strategia per la parità di GENERE 2020–2025
  • 3. La proposta della Commissione europea
  • 4. Il dibattito in sede di Consiglio UE
  • 5. L’accordo politico e l’adozione della Direttiva (UE) 2023/970
  • 6. Il recepimento italiano
  • 7. Lo schema di decreto legislativo: approvazione e iter parlamentare
  • 8. Cronologia
  • Trasparenza, informazione e obblighi per i datori di lavoro
  • 1. La trasparenza retributiva prima dell’assunzione
  • 1.1. L’obbligo di indicare la retribuzione negli annunci di lavoro
  • 1.2. Il divieto di chiedere la retribuzione precedente
  • 1.3. Il dibattito tra i professionisti della selezione: trasparenza e spazio negoziale
  • 1.4. La fascia retributiva come strumento strategico
  • 1.5. Il divieto assoluto di acquisire informazioni sulla retribuzione pregressa
  • 1.6. Il rovescio della medaglia: accettare retribuzioni fuori fascia significa importare nuove disparità
  • 1.7. Verso un cambio di paradigma: dalla competizione retributiva alla competizione sul valore
  • 1.8. La tutela del datore di lavoro: documentare la conformità del processo di selezione
  • 2. Il diritto di informazione dei lavoratori in servizio
  • 2.1. La trasparenza sulla progressione retributiva
  • 2.2. L’esenzione per i datori di lavoro con meno di cinquanta dipendenti dalla comunicazione della progressione economica
  • 2.3. L’informativa all’atto dell’assunzione come adempimento ordinario della trasparenza retributiva
  • 3. La definizione di “stesso lavoro” e di “lavoro di pari valore”
  • 3.1. Il fondamento: senza comparazione non c’è parità
  • 3.2. La definizione nella Direttiva: l’articolo 4
  • 3.3. La distinzione tra “stesso lavoro” e “lavoro di pari valore”
  • 3.4. La comparazione nel contesto italiano: il ruolo della classificazione del CCNL
  • 3.5. La comparazione intra-livello
  • 3.6. Il problema del comparatore assente
  • 3.7. La necessità di un aggiornamento delle classificazioni dei CCNL
  • 4. Le discordanze tra Direttiva e Decreto nella definizione degli elementi retributivi
  • 4.1. La definizione di retribuzione nella Direttiva europea
  • 4.2. La definizione di retribuzione nel Decreto legislativo italiano
  • 4.3. Le discordanze: un’analisi puntuale
  • 4.4. Il superminimo assorbibile e il superminimo non assorbibile
  • 4.5. Il paradosso del confronto ancorato al CCNL
  • 4.6. Il livello retributivo del Decreto sulla trasparenza e il salario giusto
  • 4.7. La non conformità del Decreto alla Direttiva: il rischio di infrazione comunitaria
  • 4.8. L’incoerenza sistematica tra il confronto individuale e il reporting aggregato
  • 4.9. La titolarità del diritto di informazione: un diritto di tutti i lavoratori, non solo delle lavoratrici
  • 4.10. Il diritto a chiarimenti e la risposta motivata
  • 4.11. L’accessibilità delle informazioni per le persone con disabilità
  • Informazioni e comunicazioni sul divario retributivo
  • 1. Il contenuto della comunicazione: analisi delle lettere da a) a g) dell’articolo 9 del Decreto con esempi applicativi
  • 1.1. Lettera a) — Il divario retributivo di GENERE
  • 1.2. Lettera b) — Il divario retributivo di GENERE nelle componenti complementari o variabili
  • 1.3. Lettera c) — Il divario retributivo mediano di GENERE
  • 1.4. Lettera d) — Il divario retributivo mediano di GENERE nelle componenti complementari o variabili
  • 1.5. Lettera e) — La percentuale di lavoratori e lavoratrici che ricevono componenti complementari o variabili
  • 1.6. Lettera f) — La percentuale di lavoratori e lavoratrici in ciascun quartile retributivo
  • 1.7. Lettera g) — Il divario retributivo di GENERE tra categorie di lavoratori, ripartito per retribuzione di base ordinaria e componenti complementari o variabili
  • 2. Retribuzione e livello retributivo, quale differenza
  • 3. Il divario nelle componenti variabili: retribuzione pagata o retribuzione maturabile?
  • 3.1. Un esempio concreto
  • 3.2. La risposta normativa: il silenzio della Direttiva e del Decreto
  • 3.3. Perché il solo dato sul pagato è insufficiente: la necessità di una doppia lettura
  • 3.4. Una proposta interpretativa: il maturabile come criterio di trasparenza, il pagato come criterio di misurazione
  • 3.5. Il bias nella valutazione della performance
  • 3.6. Le implicazioni per il reporting e per la valutazione congiunta
  • 3.7. La raccomandazione operativa: comunicare entrambi i dati
  • 4. La conferma dell’esattezza dei dati e il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori
  • 4.1. La questione della consultazione nelle imprese senza rappresentanza sindacale
  • 5. Il reporting aggregato a livello di gruppo
  • 5.1. La distorsione da numerosità ridotta
  • 5.2. La distorsione da composizione asimmetrica
  • 5.3. La distorsione da mobilità infragruppo
  • 6. La normativa attuativa: il rinvio ai decreti ministeriali
  • 6.1. I quattro ambiti della normativa attuativa
  • 7. Il regime di pubblicazione differenziata: dati pubblici e dati riservati
  • 7.1. La pubblicazione volontaria da parte del datore di lavoro
  • 8. L’accessibilità riservata dei dati della lettera g)
  • 9. Il diritto a chiarimenti e l’obbligo di rimedio
  • 9.1. Il termine dei sessanta giorni: una disciplina più rigorosa
  • 10. L’ambito soggettivo: la soglia dei 100 dipendenti
  • 11. La periodicità della comunicazione e i termini di prima applicazione
  • 11.1. La logica delle tre fasce: proporzionalità e gradualità
  • 11.2. Il termine del 7 giugno 2027: un’urgenza operativa
  • 11.3. Il raccordo con il Rapporto biennale dell’articolo 46
  • 11.4. Una riflessione sulla gradualità: protezione delle imprese o ritardo della tutela?
  • 11.5. Le conseguenze pratiche della distinzione
  • La valutazione retributiva congiunta
  • 1. Funzione e natura della valutazione retributiva congiunta
  • 2. Il presupposto: il divario superiore al 5% non giustificato da criteri oggettivi
  • 2.1. Il 5% si applica alla retribuzione base, alle componenti variabili o a entrambe?
  • 3. I soggetti coinvolti
  • 3.1. L’identificazione dei rappresentanti legittimati alla valutazione congiunta
  • 3.2. Il ruolo della Consigliera di parità
  • 4. Il contenuto della valutazione retributiva congiunta
  • 5. Le misure correttive e i termini di attuazione
  • 5.1. I termini di attuazione
  • 6. La valutazione dell’efficacia
  • 7. Il confronto con la Direttiva: una sostanziale conformità con interrogativi aperti
  • 8. Il confronto con la Direttiva e il mancato raccordo con la UNI PdR 125:2022
  • 8.1. La soglia del 5% e il mancato raccordo con la UNI PdR 125:2022
  • 8.2. La discrasia tra le due soglie: 5% versus 10%
  • 8.3. La necessità di un raccordo normativo
  • 8.4. Gli altri interrogativi aperti
  • 9. Le basi di calcolo a confronto: UNI PdR 125 e decreto legislativo, due metriche per la stessa realtà
  • 9.1. La base di calcolo della UNI PdR 125: la retribuzione fissa esclusi gli scatti di anzianità
  • 9.2. La base di calcolo del Decreto: le voci retributive da CCNL, inclusi gli scatti di anzianità
  • 9.3. Il variabile target versus il variabile pagato: due filosofie di misurazione
  • 9.4. Le implicazioni della divergenza: quando un sistema vede la discriminazione e l’altro no
  • 9.5. La raccomandazione dell’autore: integrare le due metriche
  • 9.6. La certificazione come messaggio culturale
  • 9.7. La parità salariale come precondizione della parità di GENERE
  • 9.8. L’incoerenza come danno alla credibilità istituzionale
  • 9.9. La via d’uscita: allineare i valori prima delle soglie
  • L’Organismo di monitoraggio e il sistema di vigilanza
  • 1. La funzione dell’Organismo di monitoraggio nell’architettura del Decreto
  • 2. L’istituzione e la composizione dell’Organismo di monitoraggio
  • 2.1. La collocazione istituzionale
  • 2.2. La composizione
  • 3. Le funzioni dell’Organismo
  • 3.1. La raccolta e la pubblicazione dei dati
  • 3.2. L’analisi dei dati e le raccomandazioni
  • 4. Il raccordo con gli organismi per la parità previsti dalla Direttiva
  • 4.1. La Direttiva e gli organismi per la parità
  • 4.2. Gli organismi per la parità nell’ordinamento italiano
  • 4.3. Il rischio di sovrapposizione e di frammentazione
  • 5. Il ruolo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro
  • 6. Il ruolo della Consigliera nazionale di parità
  • 7. Il quadro istituzionale della vigilanza: una sintesi critica
  • 7.1. Una riflessione finale: il monitoraggio come strumento di accountability
  • La tutela dei diritti: mezzi di ricorso e protezione dalle ritorsioni
  • 1. L’articolo 12 del Decreto: la tutela giudiziaria per rinvio
  • 1.1. L’apparato processuale del Codice delle pari opportunità
  • 2. L’onere della prova nella trasparenza retributiva
  • 2.1. Il meccanismo ordinario dell’inversione
  • 2.2. L’agevolazione probatoria qualificata in caso di inadempimento: il paragrafo 4 dell’articolo 18
  • 2.3. L’eccezione per le violazioni manifestamente involontarie e di lieve entità
  • 2.4. Il silenzio del decreto italiano sull’eccezione: una lacuna a doppia valenza
  • 2.5. Il quadro complessivo dell’onere della prova: una sintesi
  • 3. L’articolo 36 del Codice delle pari opportunità: la conciliazione come primo strumento di tutela
  • 3.1. La conciliazione come via preferenziale
  • 3.2. Il ruolo della Consigliera di parità nella conciliazione
  • 3.3. La conciliazione come strumento deflattivo del contenzioso
  • 3.4. Il raccordo con l’obbligo di “porre rimedio” dell’articolo 9, comma 8
  • 4. La legittimazione ad agire: una platea ampia di soggetti
  • 4.1. I soggetti legittimati dal comma 1 dell’articolo 12
  • 4.2. Il requisito della “specifica delega”
  • Il sistema sanzionatorio: l’art. 23, Direttiva, e l’art. 13, D.Lgs. n. 96/2026, a confronto
  • 1. L’articolo 23 della Direttiva: i requisiti minimi del sistema sanzionatorio
  • 2. L’articolo 13, D.Lgs. 96/2026: un rinvio e nient’altro
  • 3. L’articolo 41, D.Lgs. n. 198/2006: cosa prevede in concreto
  • 3.1. Il comma 1: la revoca dei benefici e l’esclusione dagli appalti
  • 3.2. Il comma 2: l’ammenda
  • 4. Il sistema sanzionatorio complessivo: una valutazione d’insieme
  • 4.1. I livelli della sanzione
  • 4.2. Il diverso impatto in base alla dimensione del datore di lavoro
  • 5. L’incentivo alla conciliazione
  • 6. Il confronto sistematico: articolo 23 della Direttiva versus articolo 13 del Decreto
  • 7. Le criticità
  • 7.1. Prima criticità: l’assenza di sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza
  • 7.2. Seconda criticità: il sistema è interamente reattivo
  • 7.3. Terza criticità: l’assenza di proporzionalità dimensionale nella sanzione pecuniaria
  • 7.4. Quarta criticità: il paradosso della certificazione della parità di GENERE
  • 8. Il rischio di infrazione
  • 9. La necessità di un intervento correttivo
  • 9.1. L’urgenza dell’intervento
  • 10. Tavola delle sanzioni — D.Lgs. n. 96/2026 e Codice delle pari opportunità
  • 10.1. Sanzioni attivate direttamente dall’articolo 13, D.Lgs. n. 96/2026 (rinvio all’articolo 41, D.Lgs. n. 198/2006)
  • 10.2. Sanzioni per discriminazione già previste dall’ordinamento (D.Lgs. n. 8/2016 — depenalizzazione)
  • 10.3. Tutele giudiziarie attivate dall’articolo 12, D.Lgs. n. 96/2026 (rinvio al Libro III, Titolo I, Capo III, D.Lgs. n. 198/2006)
  • 10.4. Quadro riepilogativo per tipologia di violazione del D.Lgs. n. 96/2026
  • Roadmap operativa per le aziende: dalla compliance alla gestione della parità retributiva
  • 1. Premessa: perché serve una roadmap
  • 2. Fase 1 — La diagnosi: mappatura della situazione retributiva
  • 2.1. L’audit retributivo di GENERE: il punto di partenza
  • 3. Fase 2 — L’adeguamento: correzione delle criticità e predisposizione dei processi
  • 3.1. Le azioni correttive immediate
  • 3.2. La predisposizione del processo di reporting
  • 4. Fase 3 — L’implementazione: il primo ciclo di reporting e l’attivazione del sistema
  • 4.1. Il primo reporting: un esercizio di apprendimento
  • 4.2. La gestione delle richieste di informazione individuale
  • 4.3. La gestione della valutazione congiunta
  • 5. Fase 4 — La gestione continuativa: il sistema di gestione della parità retributiva
  • 5.1. L’integrazione con il sistema di gestione per la parità di GENERE (UNI PdR 125:2022)
  • 5.2. La struttura del sistema di gestione integrato
  • 6. Il cronoprogramma
  • 7. Una riflessione conclusiva: la roadmap come investimento
  • 8. Fase 5 - L’adeguamento delle procedure operative: dalla selezione alla gestione ordinaria
  • 8.1. Premessa: il Decreto impatta su tutte le fasi del rapporto di lavoro
  • 8.2. Procedure di selezione e assunzione
  • 8.3. Procedure di gestione della retribuzione in costanza di rapporto
  • 8.4. Procedure di progressione di carriera e promozione
  • 8.5. Procedure di gestione dei congedi e del rientro
  • 8.6. Procedure di gestione delle richieste di informazione
  • 8.7. Procedure di politica salariale
  • 8.8. Tavola riepilogativa delle procedure
  • 9. L’integrazione nel sistema di gestione per la parità di GENERE (UNI PdR 125:2022)
  • 9.1. La struttura integrata
  • 9.2. L’adeguamento dei KPI della UNI PdR 125
  • 9.3. Il ciclo PDCA integrato
  • 10. Il cronoprogramma aggiornato
  • 11. Una riflessione conclusiva: le procedure come infrastruttura della parità
  • Bibliografia principale di riferimento
  • SEZIONE II - PARITÀ DI GENERE
  • Introduzione
  • La parità di GENERE, un valore universale
  • 1. I dati della Relazione 2025 sulla parità di GENERE nell’Unione Europea
  • L’itinerario legislativo che ha portato all’adozione della UNI PdR 125:2022
  • 1. Cos’è la UNI PdR 125:2022
  • Il sistema premiale e le agevolazioni a favore delle imprese certificate
  • 1. La misura nazionale: l’esonero contributivo dell’1% a favore delle imprese certificate
  • 1.1. Beneficiari
  • 1.2. Assetto e misura dell’esonero e risorse stanziate
  • 1.3. Condizioni di spettanza dell’esonero
  • 1.4. Compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato
  • 1.5. Presentazione della domanda
  • 2. Le misure regionali
  • 3. La premialità nei bandi pubblici
  • 4. L’esempio del settore privato: il Manifesto per la parità di GENERE nella filiera italiana
  • Il sistema di gestione
  • 1. La politica di parità di GENERE
  • 2. Gli organismi della parità di GENERE
  • 2.1. L’Alta Direzione
  • 2.2. Il Comitato Guida
  • 2.3. Il Comitato Esecutivo
  • 2.4. Gli auditors interni
  • 3. Come funziona il sistema di gestione
  • 4. Il piano strategico
  • 4.1. Revisione periodica
  • Gli indicatori di performance (KPI) per le organizzazioni
  • 1. I cluster
  • 2. Le tabelle ISTAT
  • 3. Il calcolo dei KPI
  • 3.1. Area Cultura strategia (5.2) – Prospetto 3 – peso dell’Area 15%
  • 3.2. Governance (5.3) – Prospetto 4 – peso dell’Area 15%
  • 3.3. Processi HR (5.4) – Prospetto 5 – peso dell’Area 10%
  • 3.4. Opportunità di crescita ed inclusione delle donne in azienda (5.5) - Prospetto 6 – peso dell’Area 20%
  • 3.5. Equità remunerativa per GENERE (5.6) – Prospetto 7 – peso dell’Area 20%
  • 3.6. Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro (5.7) – Prospetto 8 – peso dell’Area 20%
  • Aree di intervento
  • 1. Selezione ed assunzione (recruitment) – 6.3.2.1
  • 2. Gestione della carriera - 6.3.2.2
  • 3. Equità salariale - 6.3.2.3
  • 4. Genitorialità e cura - 6.3.2.4
  • 5. Conciliazione dei tempi vita-lavoro (work-life balance) - 6.3.2.5
  • 6. Attività di prevenzione di ogni forma di abuso fisico, verbale, digitale (molestia) sui luoghi di lavoro - 6.3.2.6
  • Comunicazione interna ed esterna
  • Il piano di azione contro le molestie verbali, fisiche e digitali
  • Processo di Audit
  • 1. Organismi di certificazione
  • 2. Tempi di audit
  • 3. Attività di audit
  • 4. Raccolta e gestione dei dati
  • 5. Durata della certificazione
  • 6. Criteri di competenza team di audit
  • 7. Certificazioni multisite
  • 8. Audit di mantenimento
  • Conclusione
  • Bibliografia principale di riferimento
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2026-07-03
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