Rating Basilea sul Bilancio 2018: significato e calcolo di 3 importanti indici

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Rating Basilea sul Bilancio 2018: significato e calcolo di 3 importanti indici

Com'è noto, l'analisi degli indici di Bilancio, per effetto dell'accordo interbancario conosciuto con il nome di "Basilea”, ha assunto una crescente importanza nell'ambito delle attività di valutazione del rischio-azienda posto in essere dalla Banche al momento della richiesta di un nuovo affidamento, di una proroga di una linea di credito in essere o di una sua implementazione.

Al fine di prevenire possibili rilievi e/o "penalizzazioni" da parte del sistema creditizio può dimostrarsi utile l'elaborazione di un'autoanalisi degli indici di bilancio prima della sua definitiva  approvazione: questa attività, infatti, consente di verificare se i principali rates di natura patrimoniale, economica e finanziaria rispettano gli standard attesi dai valutatori ed eventualmente elaborare una strategia tendente alla eliminazione e/o riduzione degli eventuali scostamenti negativi.

1. Current Ratio - Liquidità corrente

Sinteticamente questo indice misura la capacità dell'Azienda di far fronte ai debiti a breve con la liquidità, i crediti a breve ed il magazzino; in buona sostanza serve a capire se e in quale misura l’Azienda sarebbe in grado di onorare i debiti a breve utilizzando la propria liquidità, riscuotendo i crediti a breve e realizzando il valore delle scorte.

La formula è la seguente: Capitale circolante / Passività correnti valori che corrispondono alle seguenti voci del Bilancio

È evidente che un valore minimo accettabile sia pari al 100% (rapporto fra Attività e Passività).

2. Indice di indebitamento (Leverage)

L'Indice di indebitamento (Leverage) dimostra in che modo l’azienda riesce a finanziare i propri investimenti ed in particolare se con prevalenza di capitale proprio o di capitale di terzi; corrisponde al rapporto fra Totale Investimenti e il Capitale proprio.

A livello di voci di Bilancio corrisponde a:

Normalmente viene ritenuto "equilibrato" un rapporto pari a 2 (Totali investimenti/Capitale proprio); la valutazione migliora se è inferiore e peggiora a mano a mano che il rapporto sale.

3.  R.O.I. Redditività Capitale Investito

Essendo un indice che misura l'efficienza della gestione caratteristica aziendale (quella, cioè, limitata all'attività propria dell'azienda) rappresenta anche un elemento del giudizio sulla capacità e l'efficienza del Management dell'Impresa. Il R.O.I. rappresenta la remunerazione (in termini di reddito) del capitale investito è naturale che per una sua "valutazione" venga confrontato con il tasso medio dei finanziamenti.

La formula è la seguente:

Reddito Operativo netto / Totale investimenti che, a livello di voci di Bilancio sono

Potremmo quindi avere i seguenti risultati:

1. R.O.I. maggiore dei tassi di mercato

In questo caso, logicamente, Banche, Finanziatori e Investitori saranno tutti soddisfatti.

2. R.O.I. uguale ai tassi di mercato

Nel caso in esame ci potrebbero essere delle valutazioni diverse: per le Banche va comunque bene perché se l'Azienda produce reddito, anche basso, il rischio non aumenta. Per i Finanziatori esterni non è proprio la stessa cosa: un loro giudizio positivo o negativo potrebbe essere legato all'analisi delle "tendenze a medio termine" calcolate sugli ultimi 2-3 esercizi. Per gli Investitori (soci) vale sempre la regola che è importante che, alla fine dell'anno, l'esercizio chiuda con un reddito anche se basso.

3. R.O.I. minore dei tassi di mercato

Nella situazione ipotizzata la categoria che sarà obbligata a valutare una possibile strategia a medio termine è rappresentata da eventuali finanziatori esterni che potrebbero essere tentati ad ipotizzare future diverse scelte operative.

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