Ritorsivo il licenziamento del dirigente se il motivo illecito addotto è determinante ed esclusivo

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Il licenziamento è nullo perché ritorsivo, con conseguente reintegra e tutela indennitaria (art. 18, Legge n. 300/1970), se il motivo illecito addotto è determinante ed esclusivo, ovvero è l'unica effettiva ragione alla base del recesso e non concorre alcun motivo lecito. Grava sul lavoratore la prova della natura ritorsiva del provvedimento espulsivo.È quanto ha chiarito la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 31526 del 3 dicembre 2019, nella quale afferma che il licenziamento di un dirigente è legittimo qualora sussista l'esigenza, economicamente apprezzabile in termini di risparmio e di libertà di iniziativa economica, della soppressione della figura dirigenziale, alla luce di una riorganizzazione aziendale che non deve essere né discriminatoria né in contrasto con la buona fede.

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