Reintegra del lavoratore se nella lettera di contestazione non sono indicati i fatti alla base del recesso

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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 4879 del 24 febbraio 2020, ha statuito la reintegra con tutela indennitaria debole per il lavoratore licenziato per ricatto, minaccia e lesione dell'immagine aziendale, in quanto i fatti posti alla base del recesso non erano stati indicati nella lettera di contestazione.I giudici, infatti, hanno precisato che l'inesistenza della contestazione configura un'ipotesi di insussistenza del fatto contestato. Non è consentito al datore di lavoro di allegare direttamente in giudizio i fatti su cui si fonda il provvedimento espulsivo.

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