Nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

Nella Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14) che riforma la disciplina delle procedure concorsuali. 

Ai sensi dell’articolo 2, con il termine:

  • “crisi”, si intende lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l'insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate;
  • “insolvenza”, si qualifica lo stato del debitore che si manifesta con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali dimostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni;
  • "sovraindebitamento", si intende lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell'imprenditore minore, dell'imprenditore agricolo, delle start-up innovative e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza.

Il termine “fallimento” non è più previsto ed è stato sostituito con l’espressione “liquidazione giudiziale”.

Si segnala che la “vecchia disciplina” contenuta nel Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267, continua ad applicarsi nel periodo transitorio (in particolare, alle procedure relative a fallimenti pendenti alla data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 14/2019, ossia il 15 agosto 2020). Alcune norme, invece, entrano in vigore già a metà marzo, come quelle relative a:

  • assetti organizzativi dell’impresa e societari;
  • responsabilità degli amministratori;
  • nomina degli organi di controllo (che deve avvenire entro i successivi nove mesi).

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