Non licenziato il dipendente senza prova dell'impossibilità di repechage

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In materia di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, la Corte di Cassazione ha statuito l'illegittimità del provvedimento espulsivo nei confronti di un dipendente di una società proprietaria di alberghi, in quanto il datore di lavoro non ha fornito la prova dell'impossibilità del repêchage del lavoratore. Con la Sentenza n. 192 dell'8 gennaio 2019 viene ribadito che, in base ai criteri di correttezza e buona fede nell'esecuzione dei contratti, nell'onere di prova a carico dell'azienda rientra anche la dimostrazione dell'inesistenza nella realtà organizzativa dell'impresa di posti utili per ricollocare il dipendente, anche in mansioni diverse e inferiori rispetto a quelle svolte in precedenza.

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