No compensazione sui contributi del datore se l'amministrazione non si dichiara debitrice entro 90 giorni

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La Corte di Cassazione, con l'Ordinanza n. 17606 del 24 agosto 2020, ha affermato che il datore di lavoro, che vanta un credito nei confronti di un'altra amministrazione statale, può scegliere di cedere lo stesso all'INPS a titolo di compensazione per il versamento dei contributi dei propri dipendenti.La Suprema Corte sottolinea che affinché la cessione sia legittima e il credito possa quindi ritenersi certo, liquido ed esigibile devono essere rispettate le seguenti condizioni:la previa notifica della cessione all'INPS e all'ente statale;il riconoscimento entro 90 giorni dell'amministrazione statale di essere debitrice del datore di lavoro cedente.

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