Niente banca dati delle fatture elettroniche dell'Agenzia delle Entrate: Provvedimento Garante

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Con Provvedimento 20 dicembre 2018 il Garante della Privacy, a seguito delle modifiche apportate all'impianto originario della fatturazione elettronica e delle ulteriori rassicurazioni fornite dall'Agenzia delle Entrate, ha individuato i presupposti e le condizioni affinché la stessa Agenzia possa avviare dal 1° gennaio 2019 i trattamenti di dati connessi al nuovo obbligo.In particolare il Garante ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non deve tenere una banca dati delle fatture, ma deve limitarsi a memorizzare solo i dati fiscali necessari per i controlli automatizzati (es. incongruenze tra dati dichiarati e quelli a disposizione dell'Agenzia) escludendo la descrizione del bene o del servizio, oggetto della fattura.Come noto, infatti, lo stesso Garante delle Privacy con apposito Provvedimento (15 novembre 2018) aveva rilevato che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, così come regolato dall'Agenzia delle entrate, 'presentava rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali'. Infatti, l'Agenzia, oltre a fungere da postino, avrebbe anche archiviato integralmente tutti i file delle fatture elettroniche che contengono informazioni di dettaglio, anche non rilevanti a fini fiscali, sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici, di telecomunicazione o trasporto (es. regolarità nei pagamenti, pedaggi autostradali, biglietti aerei, pernottamenti), o addirittura l'indicazione puntuale delle prestazioni legali o sanitarie.Inoltre nel documento viene stabilito che i soggetti che erogano prestazioni sanitarie non dovranno emettere fattura elettronica; al riguardo l'Agenzia delle Entrate dovrà fornire idonee istruzioni.

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