Legittimo l'accertamento se il valore di vendita dichiarato è inferiore a quello del mutuo richiesto per l'acquisto

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Con Ordinanza 19 settembre 2019, n. 23379, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo l'accertamento nei confronti di una società immobiliare che ha dichiarato un prezzo di vendita di alcuni immobili inferiore rispetto al valore dei mutui di acquisto contratti dagli acquirenti ed il valore normale dell'OMI (Osservatorio mercato immobiliare).La società aveva ritenuto illegittimo l'accertamento nel quale l'Agenzia delle Entrate aveva rideterminato il reddito d'impresa ai fini IVA, IRPEG E IRAP in ragione di maggiori ricavi, sulla base di uno scostamento tra il prezzo di vendita dichiarato e quello che l'acquirente aveva considerato per la richiesta di mutuo per l'acquisto.La Corte ha ritenuto che questo scostamento fosse elemento sufficiente per legittimare l'accertamento presuntivo e a fondare la rettifica dei corrispettivi dichiarati, potendo il convincimento del giudice fondarsi anche su un unico elemento, 'preciso e grave' e sorretto da un'adeguata motivazione.

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