L'invalidità permanente al 20% non è sufficiente a provare la perdita di chance

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L'invalidità permanente nella misura del 20% non è sufficiente a far ottenere il danno da perdita di chance in quanto non esonera il lavoratore dall'onere di provare di aver subìto una diminuzione irreparabile della capacità di svolgere un'attività secondo le sue attitudini e condizioni personali.È quanto statuito dalla Corte di Cassazione nell'Ordinanza n. 14246 dell'8 luglio 2020, con la quale rigetta il ricorso di un lavoratore vittima di malasanità, per non essere stato in grado di provare l'esistenza di un quid favorevole (che si possa valutare dal punto di vista giuridico e patrimoniale) su cui l'illecito abbia inciso negativamente provocando un danno certo e attuale al lavoratore in ottica futura.

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