IRAP per l'avvocato spesso in trasferta con notevoli compensi ai collaboratori: Cassazione

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Con Ordinanza 30 luglio 2019, n. 20455, la Corte di Cassazione ha stabilito che paga l'IRAP anche l'avvocato che:sostiene ingenti spese per trasferte (indice che lo studio prosegue nell'attività anche in sua assenza);ha molti clienti;paga notevoli compensi ai propri dipendenti. La Corte ha, infatti, precisato che: 'il requisito dell'autonoma organizzazione previsto dall'articolo 2 del Dlgs n. 446/1997, il cui accertamento è rimesso al giudice del merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l'id suo plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui, che superi la soglia dell'impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive'.

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