Integratori alimentari per corrispondenza: aliquota IVA al 10%

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Con Risposta ad interpello 3 settembre 2019, n. 365, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito all'aliquota IVA applicabile agli integratori alimentari/prodotti sostitutivi dei pasti venduti per corrispondenza. La società venditrice, che ha sede legale all'estero, ha effettuato cessioni oltre la soglia dei 35.000 euro nei confronti di persone fisiche non soggetti passivi d'imposta nazionali.In particolare per la corretta individuazione dell'aliquota IVA da applicare l'Agenzia, richiamando le Risoluzioni 31 ottobre 2005, n. 153, 10 luglio 2008, n. 290 e 14 ottobre 2008, n. 383, oltre al parere reso dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha precisato che:gli integratori alimentari in capsule possono essere ricondotti fra le 'preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove (v.d. ex 21.07), esclusi gli sciroppi di qualsiasi natura' di cui al numero 80) della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/72 e pertanto è applicabile l'aliquota IVA al 10%;gli integratori alimentari sottoforma di preparati in polvere a base di cacao possono essere ricondotto al numero 64) della Tabella A, parte III, allegata al D.P.R. n. 633/72, le cui cessioni sono soggette all'aliquota IVA del 10%.

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