Illegittimo il licenziamento del lavoratore che rivolge una volgarità in dialetto al capo

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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 21549 del 21 agosto 2019, ha statuito l'illegittimità del licenziamento del lavoratore accusato di essersi rivolto al proprio dirigente con una frase volgare in dialetto, in quanto non si configura una limitazione della libertà morale del capo.Secondo i giudici, infatti, non si ha insubordinazione nel caso di un dipendente che protesta avverso la propria azienda in quanto vittima di un prolungato inadempimento retributivo. Non assume alcun rilievo il fatto che qualche anno dopo il lavoratore sia incarcerato per il compimento di gravi reati.

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