Falsifica la nota spese: licenziamento legittimo

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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 10566 pubblicata il 16 aprile 2019, ha confermato la legittimità del recesso intimato al dirigente che ha truccato gli scontrini all'interno della nota spese, gonfiando i rimborsi. A nulla è valso invocare la sussistenza del complotto e l'accusa di falsificazione degli scontrini in capo allo stesso datore di lavoro: il dipendente avrebbe dovuto dimostrare in giudizio la manomissione delle fatture e tentare di disconoscere la veridicità della nota spese da lui sottoscritta. Risulta invece legittimo il mese di tempo trascorso tra la scoperta dell'illecito e la formulazione della contestazione disciplinare, poiché è necessario un maggior lasso di tempo per accertare la sussistenza dell'infrazione commessa trattandosi di importi taroccati.

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