Esonero alternativo agli ammortizzatori sociali anche per chi accede ai fondi di solidarietà alternativi

Esonero alternativo agli ammortizzatori sociali anche per chi accede ai fondi di solidarietà alternativi

Una delle misure messe in campo dal Legislatore al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 è rappresentata da un esonero contributivo alternativo agli ammortizzatori sociali, che ha visto la sua prima versione nel cd. Decreto “Agosto” (DL n. 104/2020) e poi è stata ripetuta, seppur con formulazioni leggermente differenti, nel DL n. 137/2020 (Decreto “Ristori”) e nella Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178/2020).

Con particolare riferimento all’esonero previsto dal Decreto “Agosto”, tutte le indicazioni operative fornite dall’INPS (Circolare n. 105/2020, Messaggi nn. 4254/2020 e n. 30/2021) hanno riguardato l’alternatività di tale esonero rispetto alla cassa integrazione ordinaria, alla cassa integrazione in deroga ovvero al FIS.

Con il Messaggio n. 1956 del 17 maggio 2021, l’INPS ha fornito chiarimenti in ordine alla possibilità di autorizzare il suddetto esonero contributivo ai datori di lavoro che richiedono trattamenti di integrazione salariale a valere sui Fondi di solidarietà alternativi di cui all’articolo 27 del D.Lgs n. 148/2015, pertanto al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (FSBA) o al Fondo di Solidarietà per i lavoratori in somministrazione (ad oggi gli unici fondi di solidarietà alternativi costituiti).

Con riferimento ai Fondi di solidarietà alternativi sopra richiamati, la concessione dei trattamenti di integrazione salariale previsti dall’articolo 19, comma 6, del DL n. 18/2020, non è subordinata alla presentazione di una preventiva domanda all’INPS né ad una autorizzazione alla fruizione da parte dell’Istituto.

Conseguentemente, al fine della legittima riconoscibilità dell’esonero ex DL n. 104/2020, l’INPS afferma la necessità di individuare la precisa decorrenza temporale dei trattamenti di integrazione salariale richiesti, rispetto alla successione di norme che hanno disciplinato le tutele per la pandemia da COVID-19.

In accordo con il Ministero del Lavoro, e considerando che l’esonero in trattazione (ex art. 3, DL n. 104/2020) è da ritenersi alternativo rispetto ai periodi di integrazione salariale previsti dall’articolo 1 del medesimo decreto, l’INPS chiarisce che possono accedere all’esonero i datori di lavoro che abbiano fruito delle settimane di ammortizzatori nei limiti disposti dai DL n. 18/2020 e n. 34/2020 (9+9 settimane) 

  • prima del 15 agosto 2020 (data di entrata in vigore del DL n. 104/2020), 
  • per periodi collocati in data antecedente il 15 agosto e, senza soluzione di continuità, a cavallo del 13 luglio 2020.

Una volta rispettati tali requisiti, in assenza di disposizioni contrarie da parte dell’Istituto, le aziende interessate si ritiene siano legittimate a fare domanda per l’accesso all’esonero in parola, secondo le indicazioni già fornite dall’INPS con il Messaggio n. 4254/2020. L’INPS, in merito, si riserva di effettuare controlli sulla corretta fruizione dell’esonero, fornendo le necessarie istruzioni alle Strutture territoriali.

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