Elementi di valutazione della solidità patrimoniale. Elemento 2: Margine di tesoreria e Capitale netto circolante

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Elementi di valutazione della solidità patrimoniale. Elemento 2: Margine di tesoreria e Capitale netto circolante

Nel precedente articolo ci siamo occupati particolarmente dell'Indice di indipendenza finanziaria illustrando contenuti ed effetti derivanti da una situazione più o meno squilibrata in base al rapporto fra il valore del Capitale proprio e il Totale degli investimenti: oggi ci occuperemo di un indice che evidenzia quali posano essere gli effetti di una deficitaria situazione finanziaria; ci riferiamo a:

IL MARGINE DI TESORERIA

Sostanzialmente rappresenta la capacità di far fronte (ad una certa data) agli impegni a breve termine nei confronti di Banche, Fornitori, Imposte, ecc. utilizzando la liquidità aziendale (cassa, banche attive, ecc.) e i crediti a breve nei confronti di Clienti. Anche se è una ipotesi teorica (si suppone che, in un dato momento, le Banche richiedano il rientro delle esposizioni e i Fornitori il saldo immediato dei loro crediti) serve comunque a certificare lo stato di equilibrio finanziario dell'azienda. A questo riguardo è il caso di sottolineare il fatto che questo indicatore assume un grado maggiore di attendibilità se elaborato in periodi successivi; ad esempio, paragonando i risultati di 2 bilanci successivi:

nel caso in esame, infatti, possiamo notare un netto miglioramento fra il risultato dell'anno precedente e quello relativo al successivo esercizio.

È il caso di evidenziare il fatto che il disagio provocato da un margine di tesoreria negativo non rappresenta la causa ma semplicemente l'effetto di una struttura patrimoniale e finanziaria deficitaria; ne consegue la necessità, per l'Azienda, di analizzare continuamente l'andamento nel tempo di saldi ed indici patrimoniali per individuare per tempo eventuali negative tendenze a medio termine.

Per completare l'argomento di cui ci stiamo occupando è utile analizzare un ulteriore indice:

IL CAPITALE CIRCOLANTE NETTO

che, sostanzialmente, mette a confronto tutte le attività a breve termine (quindi aggiungendo oltre alla liquidità e ai crediti a breve anche il valore delle scorte) con le passività a breve termine (commerciali, finanziarie, ecc.). Anche in questo caso è necessario prendere in esame almeno due periodi successivi normalmente rappresentati da due bilanci:

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