Disciplina IVA per l'attività di fisico medico: Interpello

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Con Risposta ad Interpello 9 luglio 2020, n. 208, l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito alla disciplina IVA da applicare per l'attività del fisico medico.L'Agenzia preliminarmente evidenzia che l'art. 10, comma 1, numero 18), D.P.R. n. 633/1972 prevede l'esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona (presupposto oggettivo) nell'esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza (presupposto soggettivo) ai sensi dell'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie.Inoltre l'Amministrazione finanziaria sottolinea che ai sensi dell'art. 1, D.M. 17 maggio 2002, sono esenti da IVA le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona, dagli operatori abilitati all'esercizio delle professioni elencate nel D.M. 29 marzo 2001.Nel caso di specie l'istante è un soggetto che svolge la professione di fisico specialista in fisica medica, iscritto all'Ordine dei Chimici e dei Fisici e svolge la propria attività anche come libero professionista nei confronti di strutture pubbliche e private.Si tratta, pertanto, di prestazioni professionali rese da soggetti (fisici medici) non sottoposti a vigilanza, e non individuati dal D.M. 17 maggio 2002. In assenza, quindi, del presupposto soggettivo, secondo l'Agenzia non è possibile applicare l'esenzione IVA ex art. 10, comma 1, numero 18), D.P.R. n. 633/1972 alle prestazioni rese dai fisici medici.

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