ORGANISMO DI VIGILANZA (ex D.Lgs. 231/2001)
Prezzo scontato Nuovo - 15%
Scheda tecnica
Autore:
Pesenato Alberto, Pesenato Elisa
Anno:
2019
Editore:
Ipsoa
ISBN:
9788821771224
Modello:
06FV130
Numero Pagine:
1140

ORGANISMO DI VIGILANZA (ex D.Lgs. 231/2001)

descriptionCartaceo

  • Metodologia del Risk Approach
  • "Sources" e struttura del MOGC
  • Regolamento, prerogative e compiti
  • Relazione annuale, verbali, flussi
  • Mappatura del rischio e protocolli
  • Check list, questionari (ICQ)

Il Manuale fornisce il know-how necessario per predisporre il Modello di Organizzazione Gestione e Controllo previsto dal D.Lgs. 231/2001.

Il libro si rivolge sia ai professionisti sia ai componenti dell'Organismo di Vigilanza fornendo utili linee guida per assolvere il loro compito.

La metodologia applicata, detta del Risk Approach (richiamata dalla Circolare GdF 83607/2012 e dalle linee guida di Confindustria), consiste nella gestione del rischio (Risk Management) conseguente alla valutazione dello stesso (Risk Assessment) dopo aver valutato le procedure esistenti (As is analysis) ed il loro grado di copertura.

Il procedimento è associato ad una Matrice del Rischio applicabile sia ai reati rilevabili in bilancio, sia ai reati cosiddetti "fuori bilancio".

Punti di forza

  • il CD Rom allegato che contiene i due strumenti necessari all’Organismo di Vigilanza per monitorare le procedure adottate dagli organi di Governance e dalle Unità Operative; nonché altri documenti utili alla predisposizione del MOGC.
  • I documenti CoSO Report I (Il sistem di controllo interno - Addendum italiano anticorruzione), e CoSO Report II ERM (Enterprise Risk Mamagement - La gestione del rischio aziendale) del Commitee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission, commentati e sviluppati in 10 check list
  • La lista completa dei reati presupposto e le sentenze della Corte di Cassazione
  • Specifiche (60) check list sulla sicurezza sul lavoro e reati ambientali e ICQ (questionari sul controllo interno)
  • I protocolli per i reati presupposto, per operazioni particolari e per le parti terze
  • La mappatura delle aree rischio, la relazione annuale, il regolamento, i verbali periodici, le conferme esterne, l’analisi comparativa, le istruzioni per l’inventario fisico.

INDICE SINTETICO

I) Principi di riferimento e strumenti operativi.

II) Applicazioni: Parte Generale e “pubblica” del “Modello” riferita a 3 società.

III) OdV - Parte riservata: strumenti operativi (Governance).

IV) OdV - Regolamento, flussi, mappatura, formazione, informazione.

V) OdV - Relazione annuale, lettera di attestazione e comunicazioni.

VI) OdV - Specifici protocolli per operazioni particolari, reati presupposto, parti terze, sicurezza sul lavoro e ambiente e abbandono dei rifiuti.

VII) OdV - Verbali periodici, memoranda per la determinazione del Rischio Intrinseco.

VIII) Alcune applicazioni utili all’OdV per le proprie verifiche.

IX) OdV - Applicazione in società di trasporto pubblico: network ASS.TRA.

Struttura del libro:

PARTE I PRINCIPI DI RIFERIMENTO E STRUMENTI OPERATIVI 

PREMESSA 

ASPETTI GENERALI: PRINCIPI, METODOLOGIA E STRUMENTI 

La normativa vigente e l’eventuale evoluzione 

L’eventuale evoluzione 

Un approccio sistematico: i principi di riferimento 

Un approccio a due livelli. Organi di Governance e Unità Operative 

I principi di riferimento 

La Metodologia applicativa 

La metodologia applicativa: i principi di revisione ISA Italia 

Individuazione o «mappatura» delle aree a rischio reato 

Alcune considerazioni sulla rete dei controlli 

L’organismo di vigilanza: cardine del «MOGC» 

Alcune considerazioni sugli organi di controllo istituzionali 

Rapporti tra Organismo di Vigilanza, Collegio Sindacale e Società di Revisione 

Organi di controllo attori di un «sistema integrato di controlli» 

Ricerca del carattere «esimente» 

Gli orientamenti giurisprudenziali 

Documenti CoSO: evoluzione, riferimento e paragone per un adeguato sistema di controllo interno 

Costruzione del «Modello» e successivi monitoraggi ed aggiornamento da parte dell’OdV 

Caratteristiche distintive delle piccole e medie imprese 

Il controllo interno nelle PMI 

I controlli applicabili dagli organi di governance 

Un consiglio di amministrazione attento 

Procedure per supplire l’inadeguata «separazione dei compiti»  59 

Il supporto I.T. Information Technology 

Attività di monitoraggio 

Perseguire maggiori efficienze

Concentrarsi sui rischi 

Il corretto dimensionamento della documentazione 

D.Lgs. 231/2001 e global compact: una comparazione opportuna 

RISK APPROACH:  AS IS ANALYSIS RISK ASSESSMENT E RISK MANAGEMENT 

I principi di riferimento 

La metodologia proposta 

Il controllo interno quale base nella costruzione del «modello» 

Documento CoSO Report I - principi guida 

Risk Management o gestione del rischio (Documento CoSO Report II) 

Documento CoSO Report (III). Il controllo interno per l’attendibilità del Financial Reporting (2009) 

La metodologia di «risk approach» 

Gli strumenti operativi 

Illeciti e Reati in bilancio e «fuori bilancio» 

La metodologia adottabile: risk approach e «la matrice dei rischi» 

La metodologia adottabile: la determinazione della classe del Rischio e terminologia 

La valutazione del Rischio di Infrazione e commissione del reato 

Livello del Rischio 

Valutazione finale del Rischio inteso come Rischio Residuo 

RIFERIMENTI  PER LA REDAZIONE DEL MOGC: CIRCOLARE G.d.f. 83607/2012 -VoL. III 

Premessa 

M.O.G.C.: Idoneità ed efficace attuazione 

Idoneità del modello 

Risk Approach nelle sue 3 componenti: «As Is analysis» o analisi dell’esistente per la valutazione del rischio o «Risk Assessment» e «Risk Management» per la successiva gestione dello stesso 

odV: ARCHIVI E STRUMENTI UTILI  PER LA REDAZIONE  E GESTIONE DEL «MOGC» 

Odv: gli strumenti per la gestione ed aggiornamento del «modello» 

Archivi o dossier: governance, unità operative, permanente ed imposte 

Contenuto dei dossier 

PARTE II APPLICAZIONI: TRENTINO TRASPORTI ESERCIZIO SPA, KARRELL SRL (UNITED BRANDS COMPANY SPA) 

PREMESSA 

LA PRIMA APPLICAZIONE PRATICA: IL CASO TRENTINO TRASPORTI ESERCIZIO SPA - PARTE GENERALE 

Introduzione 

Trentino trasporti esercizio S.p.A. 

La storia 

L’assetto societario 

L’assetto organizzativo 

La normativa di riferimento 

I modelli di organizzazione, gestione e controllo 

Linee guida ASSTRA per l’adozione di modelli organizzativi sulla responsabilità amministrativa ed altri riferimenti normativi 

L’approccio di Trentino Trasporti Esercizio 

Il modello 231/2001 di Trentino Trasporti Esercizio 

L’analisi delle attività sensibili 

Gli obiettivi del modello 

I destinatari del modello 

Organizzazione per l’attuazione del Modello 231/2001 

Il sistema di gestione aziendale 

Il processo decisionale 

L’organismo di vigilanza 

Informazione nei confronti dell’Organismo di Vigilanza 

Il sistema disciplinare 

Rapporti con Amministratori e sindaci e relative misure applicabili 

Rapporti con i dirigenti e relative misure applicabili 

Rapporti con i lavoratori dipendenti a tempo indeterminato 

Rapporti con i lavoratori dipendenti a tempo determinato 

Rapporti con parti terze: collaboratori esterni, professionisti, consulenti e relative misure applicabili 

Rapporti con l’Organismo di Vigilanza e relative misure applicabili 

Linee di condotta 

Diffusione del modello 231/2001 

Riesame e aggiornamento del modello 231/2001 

LA SECONDA APPLICAZIONE PRATICA: CASO KARRELL SRL - PARTE GENERALE 

Introduzione 

Modello di organizzazione, gestione e controllo 

PARTE III ORGANISMO DI VIGILANZA: PARTE RISERVATA E STRUMENTI OPERATIVI 

PREMESSA 

SIGNIFICATIVITÀ E RISCHIO DI INFRAZIONE 

Concetto di significatività e rischio di infrazione 

Determinazione preliminare del limite di significatività 

Elementi su cui determinare la significatività 

Attribuzione della stima preliminare della significatività alle voci di bilancio 

Stima della significatività 

Stima preliminare della Significatività 

La valutazione del rischio di infrazione 

Metodologia di approccio per determinare il Rischio di Infrazione 

Individuazione o «mappatura» delle aree a rischio reato 

ODV: VIGILANZA DELLE PROCEDURE E CHECK LIST PER GLI ORGANI DI GOVERNANCE 

Premessa 

Organizzazione della vigilanza 

Lettera di attestazione - Cenni generali 

Matrice dei rischi - Illeciti e reati in bilancio e «fuori bilancio» 

Rischio di infrazione 

Rischio intrinseco 

Possibili procedure di verifica in risposta ai rischi identificati e valutati di errori significativi dovuti a frodi 

Documento CoSO Report I: principi guida per la valutazione globale del controllo interno 

Mappatura dei reati ed illeciti ex D.Lgs. 231/2001 

Falsa informativa economico finanziaria - appropriazioni illecite 

Esempi di circostanze che indicano la possibile esistenza di errori significativi e frodi 

Condizioni ed eventi che possono indicare rischi ed errori significativi 

Corretta amministrazione 

Parti correlate 

Eventi successivi 

Continuità aziendale 

Dossier/archivio permanente e imposte 

ODV - VIGILANZA DELLE PROCEDURE: QUESTIONARI PER LE UNITÀ OPERATIVE 

Premessa 

Principi generali di controllo interno 

Ambiente di controllo 

Valutazione dei rischi 

Attività di controllo 

Informazioni e comunicazione 

Monitoraggio 

Fogli di valutazione del controllo interno 

I questionari per la verifica del controllo interno 

L’organigramma 

Il diagramma di flusso o flow-chart 

Modalità di tenuta del dossier delle procedure dell’organismo di vigilanza 

Glossario 

Questionari di controllo interno (I.C.Q.) 

PARTE IV ORGANISMO DI VIGILANZA: REGOLAMENTO, FLUSSI, MAPPATURA, FORMAZIONE, INFORMAZIONE 

PREMESSA 

ORGANISMO DI VIGILANZA: FUNZIONI, DOVERI, COMPITI E SUO REGOLAMENTO 

Premessa 

Organismo di vigilanza: i riferimenti normativi 

Organismo di vigilanza: requisiti 

Organismo di vigilanza: composizione 

Organismo di Vigilanza «fulcro e fondamento» del modello di organizzazione gestione e controllo 

Il funzionamento dell’organismo di vigilanza 

I requisiti 

I compiti (le funzioni e i doveri) 

I poteri 

Il regolamento 

ORGANISMO DI VIGILANZA: I FLUSSI INFORMATIVI DA E VERSO L’ODV (WHISTLEBLOWING) 

Premessa 

Gli obblighi di informazione da e verso l’odv 

Gli obblighi di informazione verso terzi 

Gli obblighi di informazione verso OdV 

Reporting dell’odv nei confronti degli organi societari 

I flussi informativi indirizzati verso l’organismo di vigilanza 

I flussi informativi 

Interni 

Esterni 

Procedura per la segnalazione di illeciti e irregolarità (whistleblowing) 

Fonte normativa e natura dell’istituto 

Scopo e finalità della procedura 

Oggetto della segnalazione 

Contenuto delle segnalazioni 

Modalità e destinatari della segnalazione 

Attività di verifica della fondatezza della segnalazione

Forme di tutela del whistleblower (ai sensi dell’art. 54 bis D.Lgs. 165/2001 e del Piano Nazionale Anticorruzione) 

Responsabilità del whistleblower 

ORGANISMO DI VIGILANZA: LA MAPPATURA DELLE AREE A RISCHIO REATO 

Premessa 

La circolare della guardia di finanza 83607/2012 

Una attuazione sistematica 

Analisi e valutazione dei rischi reato 

Mappatura finale: riepilogo e valutazione rischio reato 

Mappatura unità operative: riepilogo e valutazione rischio reati di bilancio 

Livello del rischio 

ORGANISMO DI VIGILANZA: FORMAZIONE E INFORMAZIONE 

Premessa 

Informazione sul «modello» e formazione del personale 

L’attuazione suggerita nelle linee guida di varie associazioni di categoria 

Informazione: comunicazione del Modello 

Formazione: comunicazione del MOGC 

PARTE V ORGANISMO DI VIGILANZA: RELAZIONE ANNUALE, LETTERA DI ATTESTAZIONE E COMUNICAZIONI AGLI ORGANI DI GOVERNANCE PREMESSA 

ORGANISMO DI VIGILANZA - LA RELAZIONE ANNUALE: UN DOCUMENTO DI SINTESI 

Premessa 

La relazione dell’OdV: un documento di sintesi 

Risk approach: as is analysis, risk assessment, risk management 

La relazione annuale: gli elementi costitutivi 

ORGANISMO DI VIGILANZA: LETTERA DI ATTESTAZIONE 

Premessa 

Lettera di attestazione 

Esempi 

ORGANISMO DI VIGILANZA: COMUNICAZIONI AGLI ORGANI DI GOVERNANCE 

Premessa 

Circolare della GdF 

Linee Guida Confindustria 2014 

Comunicazioni agli organi di governance 

Destinatario 

Parte introduttiva 

Corpo della lettera 

Tempestività delle comunicazione 

Le comunicazioni con la direzione e con i responsabili delle attività di governance 

Comunicazioni con le autorità di vigilanza 

Esempi di comunicazione agli organi di governance 

PARTE VI ORGANISMO DI VIGILANZA -SPECIFICI PROTOCOLLI: DI PROCESSO, PER I REATI PRESUPPOSTO E PER LE PARTI TERZE PREMESSA 

SPECIFICI PROTOCOLLI RIFERITI A OPERAZIONI PARTICOLARI 

Premessa 

Protocolli di riferimento e principi cardine 

Protocolli e procedure generali 

Protocolli e procedure specifici 

Affidabilità delle procedure 

Poteri interni / esterni 

Processi - protocolli o procedure 

Specifici protocolli di prevenzione: definizione dei protocolli specifici di riferimento finalizzati a prevenire la commissione dei reati presupposto 

Specifici protocolli riferiti a operazioni particolari 

Sub 1 - Protocollo sulla formale attribuzione di deleghe e poteri di utilizzazione della firma sociale 

Sub 5 - Protocollo sulla richiesta e gestione finanziamenti e benefici pubblici 

Reati commessi all’estero 

SPECIFICI PROTOCOLLI RIFERITI AI REATI PRESUPPOSTO 

Premessa 

Protocolli riferiti ad alcuni reati presupposto 

Protocollo per reati commessi nei rapporti con la pubblica amministrazione (I) 

Reati presupposto 

Caratteristiche generali dei reati contro la Pubblica Amministrazione 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Destinatari 

Regole di carattere generale 

Documenti diffusi tra gli organi Sociali dell’azienda 

Protocolli specifici 

Flussi informativi e attività dell’Organismo di Vigilanza (OdV) 

Linee guida di Confindustria del marzo 2014 

Protocolli per reati di falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori in bollo e in strumenti o segni di riconoscimento (IV) 

Reati presupposto 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Destinatari 

Regole di carattere generale 

Documenti diffusi tra gli organi Sociali dell’azienda 

Protocolli specifici 

Linee guida di Confindustria del marzo 2014 

Protocolli per reati contro l’industria e il commercio (VI) 

Reati presupposto 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Destinatari 

Regole di carattere generale 

Documenti diffusi tra gli organi Sociali dell’azienda 

Protocolli specifici 

Linee guida di Confindustria del marzo 2014 

Protocolli per reati societari (VII) 

Reati presupposto 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Destinatari 

Regole di carattere generale 

Documenti diffusi tra gli organi Sociali dell’azienda 

Protocolli specifici 

Flussi informativi e attività dell’Organismo di Vigilanza (OdV) 

Linee guida di Confindustria del marzo 2014 

Protocolli per delitti contro la personalità individuale (X) 

Reati presupposto 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Destinatari 

Regole di carattere generale 

Documenti diffusi tra gli organi Sociali dell’azienda 

Protocolli specifici 

Linee guida di Confindustria del marzo 2014 

Protocolli per delitti in materia di violazione del diritto d’autore (XIV) 

Reati presupposto 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Destinatari 

Regole di carattere generale 

Documenti diffusi tra gli organi Sociali dell’azienda 

Protocolli specifici 

Linee guida di Confindustria del marzo 2014 

Protocollo per reati concernenti l’impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (XVII) 

Reati presupposto 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Destinatari 

Regole di carattere generale 

Documenti diffusi tra gli organi Sociali dell’azienda 

Protocolli specifici 

Linee guida di Confindustria del marzo 2014 

SPECIFICI PROTOCOLLI PER PARTI TERZE 

Premessa 

Il riferimento normativo 

«Specifici protocolli» 

Definizione di parte terza (stakeholders) 

SPECIFICI PROTOCOLLI: CHECK LIST RIFERITE ALLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO 

Premessa 

Sicurezza sul lavoro 

SPECIFICI PROTOCOLLI: CHECK LIST RIFERITE ALL’AMBIENTE 

premessa 

Individuazione delle aree di attività a rischio 

Sga: certificato conformemente alle norme iso 14001 

Un approccio sistematico 

PARTE VII ORGANISMO DI VIGILANZA: VERBALI PERIODICI, MEMORANDA PER LA DETERMINAZIONE DEL RISCHIO INTRINSECO 

ORGANISMO DI VIGILANZA: I VERBALI PERIODICI  

Premessa  

Tipologia dei verbali periodici: «long form report» e  «short form report»  

I verbali dell’organismo di vigilanza: alcuni esempi  

Un’introduzione necessaria  

Sub 1): il verbale riferito alla prima redazione del  MOGC dove il consulente incaricato assume anche  l’incarico di Presidente/Membro dell’OdV  

Sub 2): il verbale dell’OdV che ha assunto l’incarico  in una società ove il MOGC è già adottato e che si  accinge ad aggiornare  

Sub 3): il verbale periodico dell’Organismo di  Vigilanza trimestrale/ semestrale  

Sub 4) Relazione in cui, all’inizio di ciascun esercizio,  l’OdV presenta il piano delle attività che intende svolgere per adempiere ai propri compiti  

Sub 11): il verbale che approva il lavoro eseguito  da un componente esperto  

Sub 9) Il verbale che presenta il lavoro svolto  nell’anno dall’Organismo di Vigilanza  

Sub 10) Il verbale che espone l’attività svolta nel  caso di fine mandato  

MEMORANDA RIFERITI ALLA DETERMINAZIONE DEL  RISCHIO INTRINSECO  

Premessa  

Check list  

sommario 

PARTE VIII ALCUNE APPLICAZIONI UTILI ALL’ORGANISMO DI VIGILANZA PER LE PROPRIE VERIFICHE 

PREMESSA 

APPLICAZIONI UTILI ALL’ORGANISMO DI VIGILANZA PER LE VERIFICHE: ANALISI COMPARATIVA 

Analisi comparativa 

Introduzione 

Non considerare i dati isolatamente 

Raffrontare voci omogenee 

Analizzare tutte le deviazioni dalla norma ed indagine su elementi anomali 

Gli indici misurano i due aspetti della funzione 

Considerare le variazioni stagionali 

Esame critico delle tendenze 

Accertare vantaggi compensativi 

Procedure di analisi comparativa utilizzate quali procedure di valutazione dei rischi 

Idoneità delle procedure di analisi comparativa utilizzate come procedure di validità in funzione delle specifiche asserzioni 

Tecnica di attuazione 

Budget e consuntivi 

Gli indici 

APPLICAZIONI UTILI ALL’ORGANISMO DI VIGILANZA PER LE VERIFICHE: LE CONFERME ESTERNE 

Le conferme esterne (circolarizzazioni) 

APPLICAZIONI UTILI ALL’ODV PER LE VERIFICHE: LA VERIFICA DELL’INVENTARIO FISICO 

Introduzione 

Procedure di revisione 

Accertamento dell’esistenza fisica delle giacenze 

Verifica del titolo di proprietà o di possesso 

Impossibilità di osservare direttamente la rilevazione fisica delle giacenze 

Necessità di controllare le quantità di magazzino prima del conferimento dell’incarico 

XXIV © Wolters Kluwer Italia 

Accertare le caratteristiche merceologiche delle giacenze: responsabilità del revisore L’accertamento delle quantità La procedura d’inventario La rilevazione fisica

Il controllo delle rilevazioni Esempio di disposizioni interne La verifica dell’inventario fisico 

PARTE IX  

APPLICAZIONE IN SOCIETÀ  DI TRASPORTO PUBBLICO: NETWORK ASS.TRA.  

UNITÀ OPERATIVE: (I.C.Q.) QUESTIONARI SUL CONTROLLO INTERNO PER IMPRESE DI TRASPORTO PUBBLICO  

Premessa

Obiettivi Dossier unità operative: riepilogo dei questionari sul controllo interno - asserzioni

APPENDICE 

Faldone procedure: A.30 reati contro la Pubblica  Amministrazione  

Faldone procedure: B.31 reati societari  

Faldone procedure: C.32 reati in materia di  salute e sicurezza sul lavoro  

Faldone procedure: D.33 reati di ricettazione  riciclaggio e impiego di denaro beni o utilità di  provenienza illecita  

Faldone procedure: E.34 reati informatici  

Faldone procedure: F. 35 reati in materia di  violazione di diritti d’autore  

Decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231 (estratto) 

Proposta di legge n. 3640 

Schema di disegno di legge «Arel» 

Principi di revisione e di pratica professionale 

Codice di autodisciplina (estratto) 

Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 

sommario 

L’ibrida figura dell’«organismo sindacale» ex D.Lgs. 

231/2001 Nelle linee guida dell’i.R.D.C.E.C. - Prime considerazioni 

Serbanes oxley act - sox (estratto) 

I 10 principi global compact 

Circolare guardia di finanza 83607/2012 

Sommario cd allegato 

BIBLIOGRAFIA

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